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Cappellini Interior Design
Design per interni senza frontiere.

La Cappellini SpA segna il proprio ingresso nel mondo dell’arredo nel 1946 come azienda produttrice di mobili artigianali. Da allora ad oggi molto è cambiato nel modo di interpretare lo spazio e, in particolare, la casa, regno del benessere, isola funzionale e tecnologica in cui ogni dettaglio diventa essenziale. Un concept ben definito si unisce al desiderio di innovazione continua per mettere in movimento tutte le linee e le forme esistenti, e presentare creazioni uniche, conosciute e distribuite in più di cinquanta paesi all’estero, sotto il nome Cappellini, icona
indiscussa del design contemporaneo.

“Il mercato che mi dà maggiori soddisfazioni è il mondo”, in poche parole Giulio Cappellini racconta una strategia di espansione che dall’Europa raggiunge il Sud Est Asiatico, passando per la Russia, gli Stati Uniti e l’America Latina. Un net-working mirato e controllato, unito ad una strategia di comunicazione basata sui valori di un’azienda multiforme e allo stesso tempo sempre coerente con se stessa.
Dalle pagine dei cataloghi Cappellini spiccano i nomi di giovani creativi di fama internazionale, i più ispirati e lungimiranti, ad indicare perché nel settore Mr Cappellini è altresì riconosciuto come Mr Talent Scout. Una squadra di designer di diversa provenienza e formazione, definiti dagli addetti ai lavori veri e propri trend-setter che si muovono liberamente nella moda, nella grafica, nell’arte e in tutti i
settori contigui al design.

Si sviluppa il “Progetto Azienda Cappellini”: un percorso funzionale ed estetico voluto e realizzato per privilegiare la ricerca e dare precedenza alle idee. Proiettarsi dal presente all’inatteso per firmare progetti a più mani e ricordare che il design è puro solo quando esprime le cose che ci circondano.

Il vissuto è tra quelle mura, quei materiali e tessuti, quegli elementi e decorazioni ormai sempre più necessari ai luoghi e agli interni.
L’architetto tedesco Mies Van der Rohe amava dichiarare “vogliamo restare con i piedi ben saldi per terra ma avere la testa tra le nuvole”, suggerendo così l’immagine del dove e quando continuità e creatività si incontrano. Il risultato è una visione d’insieme, interpretazione globale del vivere e dell’abitare, attraverso soluzioni d’arredo infinite in cui ogni elemento interagisce con gli altri in una stessa unità
abitativa o dichiara la propria autonomia proponendosi quale identità stessa dell’azienda.

Le S-Chair di Tom Dixon, i Sofa of Solitude di Fabio Novembre, le ampolle PO di Jasper Morrison sono chiari esempi di una realtà aziendale contemporanea che allarga le tipologie di prodotto per coprire tutti i temi dell’abitare. In quest’ottica l’unico modo per esprimersi è un pluralismo in cui ogni cosa può essere percepita in modo diverso e vista dalle angolazioni più originali e inaspettate.
Il progetto si propone di promuovere significati intesi come stili di vita, impulsi ed emozioni che diano forma al benessere attraverso linee libere e non invasive.

La chiave di lettura è nell’”Universo Cappellini” che ogni anno rappresenta l’Evento più catalizzante del Salone del Mobile, o meglio, l’Evento fuori Salone che attraverso le ambientazioni ricreate all’interno del Superstudio Più, si fa tempio delle tendenze e delle leggi dell’arredo di stagione suggerendo se le linee saranno spigolose o tondeggianti, se i neutri vinceranno il colore, se il minimal è finito o si è ancora evoluto.

Definita dal Financial Times “la più prestigiosa design company italiana” la Cappellini SpA rivela la sua presenza sui set di grandi campagne pubblicitarie (Missoni Home, Artemide, L’Altra Moda) e i suoi prodotti sono esposti permanentemente nei più prestigiosi musei d’arte contemporanea come il MoMA di New York e il Centre Pompidou di Parigi.
Una grande famiglia laboratorio che vanta anche una divisone dedicata al Contract, ovvero alle forniture per clienti di prestigio. Interlocutori che si rivolgono a Cappellini per la realizzazione di un immagine coordinata o per esaltare i propri spazi attraverso prodotti e oggetti che trasmettano una serie di valori condivisi. Cappellini firma mobili e sistemi componibili in cui il fil rouge è dato da linee pulite, squadrate o più curve, con chiari riferimenti di matrice industriale. È all’interno di questa linea che compaiono pezzi cult come le cassettiere Side 1 e Piramid di Shiro Kuramata, le librerie Irkel di Lloyd Schwan e Brick dei fratelli Bouroullec, i tavolini Org design di Fabio Novembre, le poltrone Knotted Future di Marcel Wanders e Pétal di Ora Ito o le sedute più aerodinamiche di Marc Newson.
Notevole l’alternanza tra le linee geometriche e quelle sferiche dei sistemi di illuminazione disegnati da Marre Moerel, all’interno della collezione “Progetto Oggetto”. Una linea che si affolla di “piccoli oggetti, necessari e non, da usare quotidianamente nella nostra casa”: lampade, vasi, pouff, contenitori, candelieri e accessori che determinano un vero e proprio design-a-portér degli interni.

La sperimentazione costante di nuove possibilità espressive e produttive e il desiderio di connotare ambienti e luoghi attraverso modalità diverse si riflettono negli “Spazi Cappellini” di Milano, San Paolo, Mosca e Parigi - design store rivolti agli operatori del settore - e all’interno delle “Case Cappellini” - negozi ubicati nei centri di grandi città come Singapore, Vienna e New York, dove tutte le possibili ambientazioni, dal neopop al neoborghese, sono rivolte ai consumatori finali. Non esistono dunque configurazioni definite ma soluzioni multiple per dar vita all’ambiente e rispettare il giusto equilibrio tra design e prestazioni funzionali. Non esistono più le regole assolute perché ogni elemento è accostabile e aggregabile agli altri in una prospettiva che si chiama avanguardia dell’arredo e ancora vale il pensiero di Van der Rohe per cui “la forma non è il fine ma il risultato del nostro lavoro”.

dalla rivista LUXURYfiles: A QUESTION OF STYLE