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BMW: perfezione alla bavarese

Con la nuova 645 Ci, BMW rinverdisce la sua lunga tradizione nel campo delle coupé “alto-di-gamma” introducendo importanti innovazioni tecnologiche. In arrivo anche la cabriolet.

Lanciando la 645 Ci la Casa tedesca ripropone la Serie 6, icona delle Gran Turismo di lusso tedesche, rimasta a listino dal 1978 al 1989 prodotta in più di 86.000 esemplari e nobilitata da una carriera sportiva nell’Euroturismo in Gruppo 2 e Gruppo A con piloti del calibro di Ravaglia, Pirro, Berger e Surer. Ma la nuova 645 Ci porta con sé un’altra pesante eredità, quella delle 840-850 Ci. Le prime BMW sportive dominate dall’elettronica al punto da essere definite allora “fin troppo perfette per essere coinvolgenti nella guida”. Al volante della 645 Ci si coglie subito la ricerca della perfezione: fin dai primi metri, uscendo dal parcheggio, è percettibile il beneficio apportato dall’Active Steering, che riduce il movimento del volante nelle curve strette e da fermo, aumentando via via il rapporto di demoltiplicazione al crescere della velocità, per un’adeguata sensibilità alle andature più veloci. I fari (al bixenon) non solo si accendono da soli al buio, ma seguono la sterzatura delle ruote per illuminare al meglio l’interno della curva, evidenziando ostacoli altrimenti non visibili e - in frenata - chi viaggia sulla Serie 6 avverte meglio quanti lo seguono con le luci di stop a due stadi, ad intensità progressiva. Il Dynamic Drive (che riduce il rollìo in curva) e i controlli elettronici di trazione e stabilità (disinseribili sia per necessità – favorire il pattinamento sulla neve – sia per diletto – impegnare se stessi con un po’ di sovrasterzo da controllare con gas e volante) consentono di ridurre al minimo l’impegno alla guida, specie se li si affianca al cruise control adattativo, che diminuisce la velocità di crociera quando il radar individua un ostacolo sul suo percorso. Ben più godibile il sistema FDC, con tasto Sport sul tunnel centrale, per introdurre una taratura più sportiva di sterzo, motore e assetto. Su strada l’agilità di marcia è esaltata dalla scocca relativamente leggera: si arriva a 17 quintali in ordine di marcia grazie al cofano motore e alle porte in alluminio, accompagnati dallo sportello del baule in vetroresina e dai parafanghi anteriori in materiale termoplastico. Dall’esterno non è possibile cogliere la presenza di più materiali, grazie alla verniciatura perfetta. Le complicazioni arrivano dall’i-Drive, il “manopolone” con cui si comanda il funzionamento di radio, TV, climatizzatore, telefono e navigatore satellitare. Il tasto Menu consente di ritornare alla base nel caso in cui si sia commesso un errore, ma riteniamo che la clientela più matura preferisca sistemi più semplici da utilizzare. In autostrada si arriva a 230 km/h in un baleno e con un lancio adeguato si toccano i 250 orari, prima che il limitatore elettronico tagli l’accensione. Notevole la brillantezza in accelerazione, con un tempo di soli 5,6 secondi nello scatto 0-100 km/h (con il cambio manuale a 6 marce), mentre il consumo si aggira sui 10 litri ogni 100 km procedendo in autostrada a velocità “Codice”. Non male per un V8 di 4,4 litri forte di 333 CV e di 450 Nm di coppia. Il motore, per inciso, è lo stesso dell’ammiraglia 745i, con l’unica differenza che sulla coupé è abbinabile alla trasmissione meccanica (in alternativa al cambio SMG con bilancieri al volante e al tradizionale automatico Steptronic). Un commento infine sul design: nella zona dell’interasse la 645 Ci è splendida: coniuga perfettamente le esigenze di uno stile grintoso e raffinato con l’obbligo di offrire un’abitabilità adeguata anche per due passeggeri posteriori. Il frontale ricorda un po’ quello della Serie 7 e si fa apprezzare comunque per la grinta che sa trasmettere, mentre la coda può risultare un po’ pesante per il suo andamento sinuoso. L’interno ci è parso migliorabile: sia per il disegno della plancia con la doppia palpebra superiore, sia per taluni inserti in alluminio, sia per qualche particolare inappropriato, come le levette di sblocco degli schienali anteriori, stile Serie 3 Compact. Optando per il legno e per una selleria in pelle dai colori sobri si superano però gran parte delle perplessità. Anche il prezzo è interessante: 81.800 euro (la Mercedes-Benz CL500 parte da 109.781 euro).
Possibili evoluzioni della gamma? Difficile che arrivi un diesel entro un paio d’anni; probabile l’introduzione di modelli più potenti, firmati Alpina e, forse, Motorsport. Anche se la ricca America guarderebbe con maggior interesse a un V12 a benzina da 6 litri e dintorni...

dalla rivista LUXURYfiles: A QUESTION OF STYLE