Il fascino dei grandi vini siciliani
Grande successo in casa Tasca d’Almerita per il Nero d’Avola Rosso del Conte.
Tasca d’Almerita e il Banco di Sicilia hanno siglato un accordo che prevedeva l’emissione sul mercato di 1000 certificati “en primeur” che davano diritto a ricevere un lotto composto da una magnum e quattro bottiglie del Rosso del Conte annata 2002. Con grande anticipo rispetto alla data prefissata per la chiusura del collocamento, tutti i certificati sono stati venduti. A settembre, i fortunati acquirenti potranno finalmente stappare la tanto attesa bottiglia.
Il Nero d’Avola Rosso del Conte è il gioiello Tasca d’Almerita, il fiore all’occhiello della storica stirpe siciliana che da più di 150 anni si dedica alla cura della terra per creare vini di altissima qualità, che hanno fatto grande la vitivinicoltura siciliana nel mondo. Proprio in questi ultimi mesi ha fatto ufficialmente il suo ingresso in Azienda la settima generazione: al Presidente, il Conte Lucio Tasca d’Almerita, si sono affiancati i due figli Giuseppe e Alberto, rispettivamente VicePresidente e Amministratore Delegato.
La loro storia ha inizio nel 1830, nel cuore della Sicilia, in un entroterra ancora immune agli artifici dell’uomo, in un paesaggio movimentato da colline, tra piccole alture e filari sinuosi dove non è raro imbattersi in una nebbiolina leggera che al mattino presto o al tramonto accarezza la terra del sole, quella terra che i greci chiamavano Trinacria.
Alle porte di Palermo, sulla strada per Monreale, si trova l’altra residenza di famiglia, la settecentesca Villa Tasca o Camastra, collocata tra il cuore storico della città e i giardini della Conca d’Oro. Costruita nel Cinquecento, di proprietà della famiglia Tasca dal 1860, la villa è un vero connubio tra arte e stile. Ai disegni del Giganti vanno attribuiti il prospetto neoclassico con l’ampio scalone a doppia rampa, gran parte della recinzione e la sistemazione degli interni con decorazione dei soffitti e delle pareti a paesaggi classici; rovine e statue sono ad opera del pittore Benedetto Codardi mentre i magnifici pavimenti di maiolica datati 1777 sono firmati dall’artista Attanasio. Lo storico giardino è caratterizzato da piante esotiche, palme, acacie giganti e ficus magnolides e fu proprio nel 1881, passeggiando in questo paradiso, che Richard Wagner si ispirò e compose il terzo atto del suo ultimo capolavoro, il “Parsifal”.
Da Villa Tasca partì il primo vino rosso di successo, che conquistò anche l’estero: il “Camastra” figurava già nei menù “fin de siècle” a fianco dei grandi vini d’Europa, e nel 1950 era ancora nella wine list dell’Hotel Plaza di New York.
Oggi il cuore produttivo dell’azienda è nelle campagne di Sclafani, dominate dalle masserie ottocentesche della Tenuta di Regaleali, al centro delle Madonie. Qui, il portone è sempre aperto per accogliere i visitatori, le cucine sono sempre in attività e il salone della masseria padronale di “Case Grandi” è la cornice adatta ai frequenti incontri con gli amici del vino e della campagna, che arrivano in questo angolo incantato da ogni parte del mondo.
Dietro il magnifico baglio ottocentesco si cela la cantina, con il caratteristico blu degli infissi e delle porte di Regaleali, l’acciaio alternato al legno e alla pietra. All’orizzonte immense distese di filari di vite si alternano ad alberi di mandorle, distese di grano ed oliveti da cui si produce un olio da sempre apprezzato dagli ospiti. E ancora.
Le pecore della tenuta permettono la produzione di ottime ricotte e formaggi, mentre dalle api si ricava un prelibato miele di rosmarino, di acacia, eucalipto e mandorla. Un piccolo paradiso.
Erano i primi dell’Ottocento quando i Tasca acquistarono il feudo di Regaleali. Era soprattutto seminativo, ulivi e pochi alberi da frutto; ma questo piccolo paradiso divenne ben presto il luogo dell’eccellenza. Il segreto? L’amore e la passione per la terra che ebbe inizio nel maggio del 1830 destinato poi a durare nel tempo. Quando la famiglia Tasca acquistò l’ex feudo di Regaleali, voleva creare una fattoria moderna e razionale. E fu proprio questo connubio a rendere Tasca d’Almerita un successo così grande da permettere di attirare l’attenzione di vip e personaggi del jet set internazionale.

