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Raima
Estro di tendenza

Venti anni fa era “soltanto” una fra le tante aziende di Valenza in grado di realizzare gioielli di eccellente manifattura. Oggi Raima è molto di più. È una delle rare griffe del gioiello conosciute dalle donne italiane ed esporta i suoi gioielli nei più importanti mercati del mondo, come Europa, Stati Uniti, Giappone, Russia, Emirati e Arabia Saudita. L'ampio consenso di pubblico è testimoniato dalla progressiva crescita dei volumi di affari: anche nel 2003, mentre tutto il mercato dei beni di lusso è in crisi, Raima incrementa il fatturato migliorando di circa il 10% il risultato dell’anno precedente.
Un successo costruito giorno per giorno, fondato su un pregevole mix di qualità vincenti. Prima fra tutte il design. Armonici nelle forme e disinvoltamente portabili, i monili disegnati da Giuseppe Raia – anima creativa della griffe valenzana – sono gioielli nel senso classico della parola ma allo stesso tempo sorprendentemente up-to-grade. In un delicato gioco di equilibri fra estro creativo e ricerca sulle tendenze, senza trascurare il feedback della clientela (monitorata da Giancarlo Giambruno, presidente e uomo-mercato della società valenzana), Raia realizza modelli tagliati su misura per le sofisticate signore che portano gioielli da sempre, ma anche in grado di esercitare un forte appeal sulle donne più giovani. "Negli ultimi dieci anni il design del gioiello si è evoluto moltissimo, forse ancora più in fretta del gusto del pubblico", sottolinea Giambruno, che della filosofia del giusto mezzo è il primo sostenitore. "Comunque i pezzi più eccentrici non sono quasi mai i più venduti. Li facciamo indossare alle modelle nelle campagne pubblicitarie, fanno notizia, ma i veri best-seller sono gioielli meno vistosi, altrettanto glamour ma portabili in ogni occasione". Accanto allo stile, l’altro punto di forza di Raima è la qualità della manifattura. "Fra i buyer stranieri si sta diffondendo l'abitudine di esaminare i gioielli alla lente di ingrandimento prima dell'acquisto. I clienti giapponesi e russi non si lasciano facilmente conquistare dai bassi prezzi dei prodotti cinesi o tailandesi, pretendono qualità. Sui mercati più selettivi il gioiello made in Italy è ancora vincente".
Soprattutto se la qualità si abbina a prezzi relativamente contenuti come quelli di Raima, che ha un entry-level a 500 euro e il core business fra i 2.000 e i 3.000 euro. Al contenimento dei prezzi contribuisce una razionale organizzazione della produzione, interamente realizzata a Valenza e prevalentemente nello stabilimento di proprietà della casa. Ma gli eccellenti risultati si spiegano anche con l’adozione di una formula imprenditoriale vincente: alla guida dell’impresa non si trova una famiglia o un manager, ma un gruppo di quattro persone che hanno saputo integrare al meglio le proprie competenze. Accanto a Giuseppe Raia e Giambruno troviamo Alfonso Raia, direttore vendite Italia, e Mario Maddaloni, che ha portato in azienda il contributo di una grande esperienza nel mondo dei diamanti. Un team unito da una storia comune (tutti i soci hanno iniziato giovanissimi al banchetto da orafo) e da un grande attivismo: in Raima i primi ad entrare in azienda al mattino e gli ultimi ad uscire sono proprio i titolari. Il tempo libero, Maddaloni lo trascorre nel mare della Sardegna, avventurandosi in lunghe gite in barca.
Giuseppe Raia continua a creare, passando dal design del gioiello alla pittura ad olio. Giambruno, appassionato cinofilo, esercita i suoi segugi (tutti campioni premiati nei concorsi internazionali) sui colli del Monferrato.
Come tutti i migliori gioiellieri della generazione che ha fatto la fortuna dei preziosi made in Italy, i quattro soci sono legati alla professione da una passione molto intensa. Ma sanno anche approfittare al massimo dei momenti di relax, per poter poi tornare a dare il meglio di sé nell’impegnativo mestiere di gioielliere. Anche questo è uno dei segreti del successo di Raima.

dalla rivista LUXURYfiles: A QUESTION OF STYLE