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Wine Tourism
Enoturismo, un piacere da scoprire

Viaggiare attraverso i centri più rinomati sotto il profilo vitivinicolo, cogliendo straordinarie opportunità ambientali, paesaggistiche e culturali. Una potenzialità unica in Italia. Visitiamo la Franciacorta.

L’enoturismo è una grande risorsa italiana. Variamente articolata e bene assortita si differenzia per la sua originale proposta: un’offerta turistica di settore con centodieci “strade del vino”, particolari tour tra vitigni per apprezzare e conoscere le bellezze naturali delle località rurali del Belpaese. È un interessante progetto con due obiettivi specifici: far conoscere i percorsi che attraversano le zone a vocazione vitivinicola; rendere più responsabile il consumo del vino proponendo uno sviluppo turistico, attuato nel rispetto dell’ambiente e del patrimonio culturale.
Emerge con chiarezza la realtà del comparto economico contenuta nel “IV Rapporto sul turismo del vino in Italia”, redatto da Censis Servizi e dall’Associazione Nazionale Città del Vino. È bene ricordare che questa ricchezza rappresenta una dotazione di base unica al mondo; una occasione per promuovere prodotti territoriali; un paradigma di sviluppo locale alternativo per il futuro prossimo; un mix di fattori, soggetti e motivazioni molto consonante con le caratteristiche specifiche più virtuose del Dna nazionale e le motivazioni al lavoro delle nuove generazioni; una leva di reazione al declino dei settori tradizionali più colpiti dalla nuova competitività internazionale.

La sfida italiana
Nel 1993 nasce il Movimento Turismo del Vino con lo scopo di favorire la visita ai luoghi di produzione del vino, nella convinzione che tutto ciò accresca la cultura dell’enologia e la conoscenza del territorio e del patrimonio culturale locale (beni storici). L’obiettivo principale è quello di incrementare il flusso dei visitatori diretto ai luoghi di produzione enologica, sulla base del motto “vedi cosa bevi”. È una profonda consapevolezza del veicolo “cantina”: possono attrarre visitatori al pari di un museo o di un'abbazia; spesso sono in luoghi molto suggestivi come castelli, borghi medioevali o ville del Rinascimento. L’associazione organizza, ogni anno alla fine di maggio, “Cantine Aperte”, una manifestazione nazionale durante la quale i produttori accolgono i visitatori e gli offrono il loro vino. L’evento culturale si è trasformato dal 1998, in un appuntamento internazionale con la realizzazione del “Wineday”. Attiva da più tempo l’associazione Città del Vino, costituita nel 1987, unisce più di 244 comuni e città d’Italia che legano il loro nome al mondo dell’enologia. Ne fanno parte le località che danno il nome a un vino; luoghi dove si producono vini a denominazione di origine controllata. Tra gli obiettivi: forte unione tra cultura ed enologia; presenza alle iniziative di promozione del vino in mostre, in convegni e nelle fiere; favorire un legame tra produzioni di qualità e commercio locale, valorizzando il ruolo dei centri storici. La maggior parte delle aziende produttrici della bevanda di Bacco ha colto appieno il plus di mercato, generato da una forte integrazione con il territorio, proprio quando è riconosciuto e gestito nei suoi aspetti di qualità e identità: il paesaggio, l’edilizia rurale tradizionale, i centri storici, la gastronomia, le tradizioni locali, l’ambiente naturale, i mestieri e le produzioni tipiche.

Un esempio: la Franciacorta
Territorio privilegiato per chi desidera ritrovare una nuova qualità dell’abitare, la Franciacorta è divenuta un polo di riferimento molto ambito, con una profonda cultura enogastronomica. È nel cuore della Lombardia, facile da raggiungere e ben servita dai collegamenti autostradali: a soli 4 chilometri dal casello autostradale di Rovato lungo la A4 Milano-Venezia. Adagiata a sud del Lago di Iseo, offre un nutrito ventaglio di attrattive: interessanti escursioni fra monti, colline e laghi, sport di ogni tipo, ricco calendario di eventi e feste, all’insegna della buona tavola e delle rinomate “bollicine”. È conosciuta in Italia e nel mondo per i suoi vini, il cui simbolo è il “Franciacorta Docg”. Prodotto con la lenta rifermentazione naturale in bottiglia di uve esclusivamente dei vitigni Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero della zona geografica strettamente delimitata, il “Franciacorta“ si riconosce per l’inconfondibile colore paglierino con riflessi verdognoli, il delicato profumo di lievito e talvolta fruttato, il gusto sapido, fresco e armonioso, oltre al perlage finissimo e persistente. Sono tutte qualità che hanno consentito di ottenere nel 1995, primo tra i brut, la Docg, il massimo riconoscimento riservato ai vini di qualità eccezionale. Ricca l’offerta gastronomica. Sono molte le specialità tipiche delle colline, cucinate rigorosamente con prodotti di questa terra. Dai sapori della zona più interna, che rimandano alla cucina contadina (famoso il manzo all’olio, i bolliti e gli spiedi), a quelli dei borghi più vicini al lago d’Iseo, dove è il pesce l’autentico protagonista: tinche al forno con polenta, salmerini, anguille e coregoni. Il piacere della tavola si completa con l’olio, i formaggi e gli insaccati.
Il territorio della Franciacorta riveste un importante ruolo d’integratore di leisure: lega il vino e la gastronomia allo sport e al wellness. Una caratteristica bene evidenziata dal fascino delle nuove residenze del Franciacorta Golf Club, in località Corte Franca (BS), in cui dominano tre fattori: ambiente, tranquillità, storia. Oltre 60 ettari nell’ambito del progetto che comprende 21 ville signorili, alle quali si affiancano 22 appartamenti in una tipica cascina completamente ristrutturata (Cascina Torretta), nella quale è stata rispettata l’originale architettura del borgo franciacortino: nel corpo centrale, torre e ali porticate con logge rivolte verso sera. Gli esterni sono interamente intonacati con le calde e solari tonalità della terra: tortora e giallo ocra. Il progetto del resort si completa con un’ampia e curata zona piscina-solarium riservata. Al piano interrato della cascina trovano posto locali di servizio e box di pertinenza. Ben otto delle ventuno ville previste dal progetto si affacciano direttamente sul percorso di gioco, permettendo agli appassionati golfisti di vivere direttamente l’atmosfera di questa realtà, sempre nella massima privacy familiare. Le altre tredici ville sono poste vicino alle strutture sportive e ricreative del Club.
L’intervento si caratterizza, sotto il profilo architettonico, per la sua profonda integrazione con l’ambiente circostante. Il progetto si completa con un ulteriore intervento su un lotto da 4.400 metri quadrati, all’interno del quale sorgerà una foresteria con 18 camere.
Il Franciacorta Golf Club è un vero e proprio riferimento per chi ama la pratica del green, mentre le acque del lago di Iseo sono meta degli amanti della vela e del windsurf. I maneggi offrono la possibilità di escursioni a cavallo attraverso la natura. Strade sterrate che costeggiano i vigneti sono le piste ideali per le mountain-bike. E ancora. Parapendio, trekking, tennis, arrampicata. Il relax è assicurato dalle Terme di Franciacorta a Ome, e dall’esclusivo centro benessere “Espace Vitalité” di Henri Chenot nella locanda “l’Albereta” a Erbusco.
La passione per il golf in Franciacorta risale al 1927 quando, a Borgonato, sorse un primo campo privato a 9 buche e uno chalet. A costruire la struttura fu un gruppo di amici, guidati dal barone Edoardo Pizzini Piomarta, che aveva individuato il territorio ideale per uno sport dove è possibile unire il contatto con la natura e il desiderio di sana competizione. Ma il vero atto di nascita del Franciaciorta Golf Club porta la data del 1985. Promotore dell’iniziativa fu Vittorio Moretti che decise di impegnarsi in prima persona nella creazione di una moderna struttura privata per la pratica del golf, con l’obiettivo di contribuire alla valorizzazione della Franciacorta. Nel 1986 fu inaugurato a Cortefranca, a pochi chilometri dal campo originario, il Franciacorta Golf Club con campo da 18 buche più percorso executive da 9 buche, dotati di una nuovissima ed efficiente Club House ricca di opportunità e di servizi.
Il percorso di gioco è costituito, dunque, da un 18 buche (par 72, lunghezza 6.005 metri), tra i più apprezzati per la sua varietà, al quale si affianca un “9 buche executive” (par 27, lunghezza 892 metri) e un ampio campo pratica, dove gli esperti insegnanti permettono di avvicinarsi al golf o di migliorare le proprie capacità di gioco. Il “percorso” si snoda attraverso dolci colline, circondato da una ricca vegetazione con specchi d’acqua e insidiosi bunkers posti con maliziosa cura a difesa della bandiera. Il campo, a detta degli specialisti, è particolarmente interessante perché obbliga il giocatore a “lavorare” la palla con estrema attenzione. Si configura come molto versatile alle aspettative dei giocatori: rilassante per chi cerca nel golf proprio un dinamico relax, oppure impegnativo per chi vuole perseguire le performance sportive.

Vittorio Moretti e la Franciacorta
Sono tre i fattori principali che agiscono sulle preferenze di una località: l’autenticità, la novità e la qualità. Una rivoluzione in piena regola che interessa gli addetti del settore, convinti che le tradizionali motivazioni come il mare, la montagna e l’arte hanno lasciato il posto a esigenze più definite, non sempre legate a caratteristiche geografiche. Produttori di vino destinano sempre più risorse economiche alle loro “cantine”, bene indiscusso che può agire da vero e proprio “promotore” delle località. Tra gli industriali del settore spicca Vittorio Moretti. Nel 1974 cambia la sua filosofia economica: è l’anno che segna il suo avvicinamento alla terra a cui è sentimentalmente legato. L’acquisto di alcuni ettari di vigneto e la costruzione di una cantina adiacente all’abitazione di famiglia risponde, nel progetto iniziale, al soddisfacimento di un’esigenza di carattere personale: “Fare del buon vino da condividere con gli amici e soddisfare il desiderio di un ritorno alla terra”. La passione per il vino diventa, nel 1976, una realtà concreta con l’ampliamento di questa prima “cantina di famiglia” che presto sarà conosciuta come azienda Bellavista, dal nome della collina su cui è sorta. Negli anni, gli ettari vitati di proprietà diventano 160 e l’azienda, che da sempre ha messo in pratica una filosofia produttiva tesa al perseguimento dell’eccellenza, ha oggi raggiunto un altissimo livello di considerazione nazionale e internazionale. Il desiderio di Vittorio Moretti di qualificare e promuovere il territorio di Franciacorta lo vede promotore, a partire dagli anni ’80, di alcune iniziative imprenditoriali, volte a portare in questo lembo di terra bresciana un turismo qualificato, in grado di apprezzarne le innumerevoli bellezze storiche, naturali e artistiche. La svolta decisiva arriva nel 1996 con la realizzazione della holding “Terra Moretti”, proprio per coordinare le numerose attività del Gruppo. L’obiettivo della società è quello di stimolare la crescita del Gruppo, centralizzando la gestione e puntando sull’agroalimentare, l’ospitalità e la cultura; tutti aspetti legati al territorio e riconducibili al desiderio di affermare un modello di vita e di imprenditorialità, finalizzato al perseguimento della qualità in ogni campo.

Secondo Lei, il vino è un buon veicolo per la promozione del territorio?
Il vino, se di qualità, è la più completa espressione di un territorio: ne rispecchia l'identità, la sua natura, le sue caratteristiche; ed è, per molti versi, il veicolo più diretto per farlo conoscere. Bellavista, per esempio, è la Franciacorta: ne racchiude la sua tradizione e i suoi valori, oltre che tutti i sapori e gli aromi. E nel mondo è l'immagine della Franciacorta stessa. Un territorio ha bisogno del vino per farsi conoscere. E il vino ha bisogno di comunicare attraverso la cultura e la tradizione di un territorio.

Quali sono le strategie economiche della sua azienda?
In questi anni, partendo dall'esperienza di Bellavista, siamo andati a creare un gruppo vitivinicolo di livello nazionale, lavorando essenzialmente su tre elementi che abbiamo posto alla base del nostro progetto imprenditoriale. In primo luogo la qualità, perseguita come valore assoluto e senza la quale non vi è futuro. Quindi, abbiamo approfondito la personalità di ogni marchio, attraverso un suo preciso posizionamento: la tradizione dell'eccellenza per Bellavista, la freschezza giovanile e di tendenza per Contadi Castaldi, la “toscanità” per Petra. Infine, abbiamo esaltato il legame del vino con il territorio, promuovendone una concreta valorizzazione.

Esiste un turismo del vino in Franciacorta?
Il turismo in Franciacorta è nato grazie al vino e grazie all'impegno e all'intuizione di alcuni imprenditori, legati a questa terra, che vi hanno creduto e hanno creato le condizioni perché un certo tipo di turismo qui potesse trovare accoglienza. Un turismo di classe, che ama la qualità del vivere, ricerca sapori e gusti raffinati e vuole abbinare natura e cultura. È così che sono nate le molteplici iniziative di cui Terra Moretti è stata protagonista in questi anni: il Franciacorta Golf Club, 18 splendide buche in 60 ettari di verde, là dove un tempo vi era una cava di argilla; il Relais & Chateaux L'Albereta con il ristorante di Gualtiero Marchesi; le cantine Bellavista e Contadi Castaldi.
Oggi esiste l'Associazione Strade del Franciacorta che è riuscita, attorno al valore del vino quale elemento di aggregazione, a coinvolgere tutti i soggetti pubblici e privati per fare sistema. Ma senza l'intuizione imprenditoriale di chi, trent'anni fa, ha creduto in questa terra e nella possibilità di valorizzarla, la Franciacorta non sarebbe quello che oggi è.

L'immagine dell'Italia all'estero è accresciuta dalla "risorsa vino"?
Se il vino è di qualità, certamente. La clientela straniera si aspetta questo dall'Italia, dalla sua tradizione culturale ed enogastronomica. L'immagine dello stile italiano nel mondo è fortunatamente ancora legata a valori di eccellenza e di personalità. Se il vino sa interpretarli, allora la promozione di tutto un territorio ne trae benefici.

L'economia è in difficoltà. Il turismo come vive questa stagione?
Fortunatamente devo dire che, nelle due strutture turistiche che fanno capo al gruppo Terra Moretti, vale a dire L'Albereta in Franciacorta e L'Andana in Maremma, non avvertiamo alcuna flessione, anzi, al contrario, le presenze sono in costante crescita. Ciò, probabilmente, perché, insieme con mia figlia Carmen, abbiamo scelto da sempre di puntare sulla qualità nel contatto con il nostro cliente: siamo impegnati a conoscere ogni nostro ospite per potergli offrire esattamente ciò che vuole. È da questo spirito che sono nate le prestigiose collaborazioni con maestri come Gualtiero Marchesi ed Henri Chenot a L'Albereta e Alain Ducasse a L'Andana.

Cosa rappresenta la rivalutazione delle cantine italiane?
Si tratta del giusto percorso verso uno standard di elevata qualità, necessario per vincere la sfida dei nuovi mercati. L'unicità di un territorio si riflette, in tal senso, fedelmente nella personalità delle sue cantine.

dalla rivista LUXURYfiles: A QUESTION OF STYLE