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Tempo di Master

Longines rilancia una serie di modelli, la Master Collection, direttamente ispirati al top di gamma storico della Casa.
A un look d’epoca, però, corrisponde tecnica costruttiva e utilizzo di movimenti meccanici assolutamente d’avanguardia. La collezione prevede diversi esemplari, anche complicati, espressione e sintesi di savoir faire orologiero d’eccellente livello.

Poche Case orologiere possono vantare una tradizione assimilabile a quella di Longines. Fondata nel 1867 da Ernest Francillon, la Maison della “clessidra alata” si pone subito in evidenza per i suoi movimenti progettati e costruiti all’interno della fabbrica. In breve, cominciano ad arrivare numerosi i riconoscimenti internazionali legati alle gare di precisione e costanza di marcia, dove i cronometri Longines stupiscono per i valori di qualità raggiunti. Altra caratteristica che accomuna tutti i movimenti storici della Casa è quella dei decori, sempre di elevato livello, dettaglio questo rimasto sempre oggetto di notevole cura. Da quel lontano 1867, di traguardi importanti la Casa ne ha tagliati parecchi, a cominciare dai moltissimi cronometraggi sportivi, passando per l’orologio al polso di Lindbergh durante la prima gloriosa trasvolata oceanica in aereo, fino allo splendido calibro cronografico 13 ZN, sogno di tutti i collezionisti.

La tradizione ispira
Longines ama ricordare e trarre spunto dal proprio passato e, a Baselworld 2005, ha voluto attualizzarlo in modo completo e differenziato, attraverso un progetto, denominato Master Collection, di grande appeal per gli amanti dell’orologeria d’autore. Il Presidente della Maison, Walter Von Känel ha sottolineato che “si è trattato di un’operazione dettata dall’obiettivo di Longines di accrescere la propria quota produttiva di orologi meccanici – ormai oltre il 30% - e di riproporre con chiarezza il suo legame con una tradizione di qualità”. Parliamo, infatti, di una famiglia di modelli la cui estetica è legata ai canoni di una volta, ma dove meccanica e tecnica costruttiva sono esemplificative di tutti i progressi compiuti in questi ultimi anni. In tal senso, ha aggiunto Von Känel, “la fonte d’ispirazione nel disegno della cassa è stato il celebre modello Weems, realizzato negli anni ’30, su cui è stato costruito l’ancor più noto Lindbergh. È l’elemento caratterizzante la collezione, a motivo del quale abbiamo scelto l’acciaio, unitamente al quadrante, agl’indici ed ai calibri meccanici, automatici e manuali”. In particolare per i quadranti, da notare la realizzazione con la tecnica del flinqué, cioè l’incisione a guilloché seguita dalla copertura con uno strato di smalto trasparente. Notevoli sono le differenze tra i vari movimenti adottati, tutti scelti tra i molti disponibili della ETA o della ETA-Valjoux, ma comunque decorati e messi a punto secondo gli standard Longines. I modelli della Master Collection, come accennato, sono distribuiti tra le categorie orologiere più classiche. In queste pagine presentiamo il Cronografo con Calendario Completo e Fasi Lunari, il Cronografo Automatico, il Riserva di Carica, il Grande Datario, il GMT e il Maxi, quest’ultimo con movimento a carica manuale, cassa di grande diametro e piccoli secondi al 6.

Sestetto d’autore
Modello al top della collezione è il Fasi Lunari, animato dal calibro L 678.2 derivato dall’ETA- Valjoux 7751 e disponibile in questa versione con bracciale in acciaio. L’orologio armonizza perfettamente le indicazioni cronografiche con quelle del calendario completo (giorno e mese a finestrella, data a lancetta centrale), con l’aggiunta delle fasi lunari e delle 24 ore.
Il Cronografo Automatico, disponibile con bracciale e cinturino, ripropone i due soli grandi contatori ai lati del quadrante, nella zona centrale: una tradizionale visualizzazione bi-compax accompagnata da un datario discretamente presente al 6; il movimento automatico adottato è il calibro L 651.3, derivato dall’ETA 2894-2.
Il Riserva di Carica presenta l’indicazione della residua autonomia al 6, in un apposito settore, e il datario al 3; il calibro L 693.2 scelto dalla Longines ha una genesi decisamente particolare, visto che reinterpreta l’ETA A07 161, a sua volta derivato dall’ETA-Valjoux 7750 privato del dispositivo cronografico.
Esteticamente ispirato come gli altri al passato, il Grande Datario esplicita invece una funzione decisamente moderna: la gran data a doppia cifra, qui posizionata al 3. Il suo movimento automatico calibro L 607.2 è derivato da un ETA 2896 e poi decorato a Perlage su ponti e rotore.
Il GMT si propone con un quadrante tipo “ore del mondo”, con le 24 città di riferimento in corrispondenza di altrettanti fusi orari e la regolazione indipendente della sola lancetta delle ore mediante corona estratta a uno scatto intermedio; il suo movimento automatico è un calibro L 635.6, derivato dall’ETA 2824-2.
Infine, il Maxi è un meccanico a carica manuale di grandi dimensioni (cassa da 47,5 mm di diametro) che adotta il calibro L 512.2 derivato dall’ETA/Unitas 6498.2.
Per tutti, sia con cinturino in pelle di alligatore, che con bracciale in acciaio, la chiusura déployante è in acciaio e di tipo a doppia apertura. Tutto questo a dei prezzi che sfidano con aggressività il mercato, stuzzicando i desideri di coloro che apprezzano l’alternativa di classe per il puro piacere d’indossarla, senza ostentazione.

dalla rivista LUXURYfiles: A QUESTION OF STYLE