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Racconti di Donne

Apertura

Due versioni dell’orologio femminile, due concetti strutturali diversi, due filosofie antitetiche, due interpretazioni di quel complesso e, a volte, indecifrabile universo chiamato donna. John Galliano, per Christian Dior, e Richard Mille, straordinari estri creativi, ognuno rivoluzionario... a suo modo.

Scopriamo quale.

John Galliano e Richard Mille appartengono a due mondi lontani anni luce l’uno dall’altro: il rutilante palcoscenico della moda per il primo, stilista senza frontiere, amante della sperimentazione vicina all’eccesso, geniale precursore di una modernità in continua evoluzione; il compassato e riservato ambiente dell’alta orologeria per il secondo, tecnico di altissimo livello che ha deciso di rivoluzionare gli schemi costruttivi tradizionali, introducendo e sviluppando materiali e criteri meccanici d’assoluta avanguardia, unitamente ad un concetto estetico unico ed identificabile.

Non si tratta, dunque, di confrontare, perché non avrebbe senso, ma di raccontare la femminilità attraverso prospettive diverse, il cui unico punto d’incontro s’individua in un’orgogliosa libertà d’espressione.

Anima rock

Galliano

“Spigoloso e forte come un uomo e allo stesso tempo delicato e scintillante come una donna. Nato per essere spregiudicato, questo orologio possiede il carattere di cui ha bisogno un’amante del rock. Con quest’orologio in acciaio e cristallo zaffiro al polso puoi tuffarti nell’oceano. O da un palco.”. Così John Galliano definisce Christal, la nuova collezione di segnatempo, da lui disegnata per Christian Dior. Dunque un mix tra la mascolinità della robusta struttura della cassa e la femminilità degl’inserti preziosi, che descrivono la lunetta tracciando un tempo lento e compassato dapprima e, poi, sempre più serrato con lo scorrere dei minuti, ad individuare un ritmo musicale che cresce istante dopo istante.

Il tutto accompagnato dal vero e proprio protagonista dell’orologio, il cristallo zaffiro, riservato non solamente alla protezione del quadrante, ma distribuito con efficacia creativa su lunetta, bracciale, pulsanti e corona. Sulla ghiera girevole unidirezionale, dettaglio studiato per avvalorare l’imprinting subacqueo del modello, lo zaffiro si adatta agli spazi lasciati liberi dai suddetti incalzanti inserimenti di pietre preziose, mentre uno sfaccettato taglio a piramide lo caratterizza lungo tutto il bracciale (distribuito su una o tre file di maglie), sui pulsanti rettangolari nel crono e sulla corona nei solotempo.

E non è finita qui, perché Galliano ha voluto giocare con i cromatismi più cari alla Maison Dior conferendo al cristallo zaffiro, di volta in volta, l’argento a specchio grazie alla metallizzazione, il bianco ghiaccio e il rosa soft in virtù di un procedimento di smaltatura.

Effetti aggressivi e delicati nel contempo, dunque, ai quale rispondono, rispettivamente il silver soleil, lo smalto bianco e la madreperla dei quadranti, conferendo all’insieme un unicum espressivo che impatta e affascina; ulteriormente confermato dal profilo d’acciaio di lunetta e pulsanti di sicurezza della chiusura déployante a scomparsa, su cui scorrono in sequenza rilievi costruiti a “piramide”.

La collezione Christal di Dior, allestita presso i laboratori Les Ateliers Horlogers di La Chaux-de-Fonds e, quindi, certificata Swiss Made, è disponibile in 16 versioni, tra solotempo (28 mm) e cronografi (38 mm) al quarzo, con varianti gioielleria (illustrate in queste pagine) e standard (sulla lunetta, indici in acciaio fino ai 20 minuti e incisione del numero 40); i prezzi variano dai 1.500 euro ai 3.700 euro. “Aver tempo è un lusso: allora perché nasconderlo? Se hai tempo ostentalo. Da oggi, oltre ad essere puntuale, non riuscirai più a staccare gli occhi da questo orologio, come tutti quelli che lo vedranno”, conclude John Galliano. Il Christal è un’icona del rock che va indossata con spregiudicatezza, per le ragazze che viaggiano sul sedile posteriore di una motocicletta, ma anche per quelle che si muovono in una limousine oscurata.

Luce su trasparenza

Mille

Dal tempo incalzante del rock passiamo ora a quello sussurrato e soft di una sinfonia d’autore, risultato di un insieme armonico veramente unico. Il tonneau di Richard Mille esprime un unicum di grinta (nei bulloni passanti in titanio a testa poligonale che consentono la chiusura di lunetta e fondello sulla carrure e permettono, in alto e in basso, di bloccare il cinturino) e dolcezza, palese nella curvatura della lunetta e nella rotondità longitudinale. Un concetto che si presta egregiamente, dunque, ad una finitura preziosa distribuita su tutte le superfici, gli spessori, le convessità, i rilievi e le sporgenze che connotano il tratto strutturale di questa cassa così originale: ecco, dunque, i diamanti bianchi correre lungo la lunetta, muovendosi, alternativamente, su due o su quattro file, e proporsi nell’eterno gioco cromatico degli opposti sulla carrure, con i bordi di lunetta e fondello e le sporgenze convesse dei tubi di passaggio dei suddetti bulloni, punteggiati da simmetrici inserimenti di diamanti neri. Un intarsio che contribuisce a costruire il profilo dell’orologio come il fronte di un tempio, con la corona posta tra due “colonne” e caratterizzata dal bordo in Alcryn per favorirne la presa. Insomma, riflessi forti ma pacati, la cui funzione precipua è e rimane, per Mille, quella di incorniciare, evidenziare e rendere protagonista principale il cuore pulsante dell’orologio, proposto “senza veli”, sul fronte e sul retro, ulteriormente esaltato da sovrapposizioni in trasparenza. Infatti, il vetro zaffiro antiriflesso, oltre che su lunetta e fondello, è adattato con funzione di quadrante, sul quale sono serigrafati in bianco i numeri arabi, protetto da otto distanziali in silicone inseriti nelle incassature superiori e inferiori in fibra di carbonio, a loro volta studiate per accogliere i punti luminescenti su basi in metallo; e non è finita qui, perché un quarto vetro zaffiro costituisce il disco del datario, i cui numeri ordinali sono serigrafati in nero per dissimularsi sul fondo scuro della platina superiore, fatta eccezione per l’apposito riquadro (una “finestrella” personalizzata) al 7, bianco, che consente di visualizzare perfettamente il giorno corrente. Il movimento automatico, calibro RM005, nella sua semplicità, è un vero gioiello, studiato con la Vaucher Manufacture Fleurier: platina e ponti sono realizzati in titanio, sabbiati e trattati PVD, il bilanciere in Glucydur oscilla a 28.800 alternanze/ora con spirale piana in Nivarox, sono 31 i rubini e un doppio bariletto assicura un’autonomia di marcia di 55 ore ed una maggiore stabilità della “coppia”.

Il ruolo di primo piano in questo meccanismo, comunque, è assegnato al particolarissimo rotore unidirezionale a geometria e, conseguentemente, a inerzia, variabile: il cuscinetto di rotazione prevede sfere in ceramica, la parte centrale è in titanio (comprese le viti di regolazione), la massa periferica semicircolare è in lega di tungsteno e cobalto, mentre i due elementi laterali mobili di regolazione inerziale sono in oro bianco. Dunque, in base alle esigenze del proprietaria (sedentaria o sportiva), il rotore verrà regolato per garantire la migliore ricarica possibile.

Una sottile pregevolezza, che testimonia quanto Richard Mille lavori per innovare, arricchire, migliorare la funzionalità dell’orologio e, nel contempo, sperimentare le straordinarie potenzialità della micromeccanica. Non vuole porre limiti alla propria creatività, alle proprie idee, desidera realizzarle e per questo si avvale, senza problemi di gelosie, anche di professionalità esterne, le migliori. Per lui, il prezzo finale degli orologi è il punto di arrivo, non il punto di partenza di un progetto. E lo conferma questo RM 005 con diamanti, offerto ad una donna unica, esigente, capace di comprendere quanto tecnica ed estetica possano sposarsi senza pregiudicare le singole peculiarità.

dalla rivista LUXURYfiles: A QUESTION OF STYLE