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Creare la natura
Fiorenza Conti

"Le forme che cerco, sono quelle che non sono mai state riprodotte!" (Carlo Palmiero)

collezione Bouquet

Si puo' creare un gioiello la cui bellezza va oltre la perfezione della natura? Si puo' creare un gioiello la cui bellezza va oltre la poesia dell'arte? A pochi e' dato di farlo. A pochi gioiellieri riesce. E non per sbaglio. Uno di questi e' indubbiamente Carlo Palmiero. Un artista del gioiello che sta lasciando un segno ineguagliabile nel panorama dell'alta gioielleria contemporanea.

L'intento creativo, l'impegno formale, l'istinto estetico di Carlo Palmiero si uniscono in un gesto potente e vitale, che nel gioiello esplode. Borderline, tra natura e arte, scaturisce una forma e, come tale, si espande nello spazio che si avvicina al corpo della donna - volto, mano, seno che sia -: lo accarezza e lo completa, lo veste e lo esalta, lo illumina e lo ingentilisce.
Il gioiello gioca con il corpo e la scultura "corpo" viene inglobata dal gioiello, che gli ruota intorno.

Collezione Lace Heart

Il corpo, in fondo, e' il pretesto sul quale il gioiello si posa per arricchirlo, adornarlo, esaltarlo nella sua bellezza. Con la massima indossabilita'.

Al di la' della bellezza delle forme, c'e' l'estrema cura nella scelta delle pietre, la loro qualita', la loro pienezza cromatica, la loro purezza e unicita'. Che fa di ogni monile un esemplare pieno di luce, colore e armonia. Ci sono alcune creazioni che Carlo Palmiero sente piu' sue: sono quelle in cui piu' si compenetra l'essenza dell'atto creativo, in cui il gesto porta a concretizzare quanto l'idea voleva esprimere. Carlo Palmiero, del resto, vive l'atto creativo come l'eterno conflitto tra cio' che vorrebbe che fosse e cio' che poi in realta' diventa.

Collezione Whirl

"In alcuni gioielli – rivela - puo' capitare che la creativita' non sia riuscita ad esprimere l'inesprimibile… La differenza risiede nel momento creativo. In ogni momento il sentire e' diverso. Le emozioni si susseguono… Sono talmente tante le cose che influiscono sulla creativita', che quando lo crei non sai mai quale destino possa avere il gioiello che hai nella mente e tra le mani…". "Cio' che mi spinge a creare continuamente qualcosa di diverso - continua il gioielliere di Valenza - e' il fatto di non sentirmi mai del tutto appagato da quanto ho gia' creato… Forse e' un bene, ma non sempre… Cosi' pero' finisci per non goderti mai quello che raggiungi e conquisti nel tuo lavoro".

collezione High Pressure

Ogni gioiello, a nostro modo di vedere, e' di piu' dell'altro. E' piu' bello! Nella foga creativa non c'e' mai un venir meno della coerenza, dell'armonia. La specie "Palmiero" evolve sempre. E' sempre piu' perfetta, piu' ricca, piu' ricolma di plasticita'. "Spero di avere continuamente questa pulsione creativa. Lo stato d'animo e' quello che regola, pulsa, influenza l'atto creativo… L'obiettivo e' quello di emozionare sempre di piu' chi osserva i miei gioielli, chi li indossa e chi li ammira indossati".

Le creazioni Palmiero sono sempre in linea con la tendenza che rappresenta il gusto la sensibilita' del momento, ma la loro forma e' dieci anni avanti rispetto a quella che si puo' vedere espressa dagli altri gioielli. "Le forme che cerco, sono quelle che non sono mai state riprodotte!", e' solito dire. Il risultato e' quello che fa pensare che il Maestro sia riuscito a penetrare la forma della Natura guardandola con il suo occhio ‘superiore' e renderla altra, diversa, mai vista prima.

"La foglia non e' mai una foglia… Il fiore non ha mai movenze e forme del tutto naturali. Alla Natura e alla sua plasticita' si aggiunge e si sovrappone l'atto creativo dell'Uomo, ispirato dalla natura stessa".

I gioielli Palmiero sono concepiti in tre dimensioni e in tale loro spazialita' vanno osservati, contemplati. L'occhio ruota attorno al gioiello. Ne e' catturato dalla vorticosa evoluzione di forme, dall'inviluppo delle linee immaginarie che ne tracciano la scia di luce costruita dalle pietre. Sono tante cose. Tante forme.
Tanti colori. Ma in fondo sono solo estremamente belli!

dalla rivista LUXURYfiles: A QUESTION OF STYLE