Nella Terra dei Re
di Piero Cammerinesi
È certamente nota a tutti la differenza tra turista e viaggiatore, ma è altrettanto noto che se pure la maggior parte delle persone colte e con disponibilità economiche desidera appartenere alla categoria dei viaggiatori, poi, nei fatti, spesso finisce per fare il turista.
E ciò per mille motivi: poco tempo, vita stressante che porta a cercare nella vacanza un momento di solo relax, timori relativi a mete poco sperimentate e così via.

Eppure esistono valide alternative alla vacanza ‘solo relax’, con destinazioni adatte anche ai gusti più raffinati.
Il Rajastan, ad esempio - uno dei 26 stati e 7 territori dell’India, il cui nome significa letteralmente ‘terra dei re’, - è oggi in grado di offrire, volendo intraprendere un tour delle dimore dei Maharaja, degli itinerari affascinanti ed una ospitalità alberghiera eccellente.
Sono trascorsi quasi trent’anni da quando queste residenze hanno iniziato ad essere trasformate in hotel esclusivi; nonostante l’iniziale perplessità di molti indiani - adusi da sempre a percepire una distanza incolmabile tra regnanti e gente comune - l’iniziativa è stata premiata da crescente successo.

Queste residenze principesche sono state per secoli e fino all’indipendenza dell’India, le dimore delle famiglie più potenti del Paese. Con la nascita della repubblica prima e con la graduale perdita di potere dei notabili del Paese poi, molti principi hanno deciso di far fronte agli enormi costi di mantenimento di queste dimore trasformando i propri castelli e palazzi in esclusivi hotel di lusso.
Principi-albergatori, insomma, che oggi danno vita ad un progetto di turismo di assoluto prestigio. In effetti in questo modo una vacanza può trasformarsi – fruendo di una ospitalità di eccellenza – in un vero e proprio viaggio non solo nello spazio, ma anche nel tempo, dormendo negli appartamenti dei principi trasformati in sontuose suite, desinando nelle loro sale, quando non addirittura incontrandoli e godendo della loro gradevole compagnia.
La conversione in hotel di gran lusso è avvenuta nella maggior parte dei casi nel massimo rispetto per l’atmosfera ed il gusto originario di queste dimore, che hanno conservato –grazie a sapienti restauri – un sapore esclusivo ed uno spessore artistico e culturale ineguagliabile.
Un altro aspetto da non sottovalutare - anche se spesso non viene considerato dal turista medio - è la ricaduta sociale di questa operazione di conversione.
Noi di LUXURYfiles ne abbiamo parlato, nel corso di un recente viaggio in questa regione, con Shatrunjai Singh Chundawat, uno dei due figli di Rawal-Nahar Singh, l’attuale proprietario del Deogarh Mahal, che abbiamo incontrato in questa splendida residenza trasformata in hotel esclusivo. Il palazzo, sito a Deogarh, villaggio a circa 130 chilometri da Udaipur, risale al 1670 ed è stato da sempre dimora della famiglia, che oggi – ci racconta Shatrunjai - è attivamente impegnata nella gestione dell’hotel. Shatrunjai, appena rientrato da un viaggio in Europa dove ha visitato alberghi esclusivi, ci chiede il nostro parere sul testo di un questionario da sottoporre agli ospiti onde poter far tesoro di eventuali suggerimenti dei visitatori e poterne valutare la soddisfazione.

‘Vede – ci dice Shatrunjai – noi vogliamo creare un concetto di ospitalità che sia al tempo stesso innovativo, esclusivo e rispettoso dell’ambiente. Non è vero che il lusso non possa andare d’accordo con l’attenzione per il territorio e per i suoi abitanti. Ad esempio noi non usiamo lavatrici ma facciamo lavare a mano la biancheria dell’hotel e quella degli ospiti, dando così lavoro a molte persone del villaggio. Offriamo poi agli ospiti la possibilità di intervenire volontariamente con piccole o grandi iniziative mirate, come quella recente dell’aiuto alla scuola di Deogarh” .
Così, trascorrere qualche giorno al Deogarh Mahal può consentire agli ospiti di vivere non solo la vita esteriore del Maharaja, circondati da ambienti, quadri ed atmosfere propri dello splendore dei principi indiani del passato, ma anche – con il rivolgersi generosamente ai meno fortunati - di sperimentare la condizione interiore propria di quei nobiluomini del passato che avevano a cuore il benessere del proprio popolo.
In effetti, in un giro in cui Shatrunjai ci fa visitare l’altra residenza esclusiva che la famiglia mette a disposizione degli ospiti più raffinati ed amanti della assoluta tranquillità – un castelletto delizioso in riva ad un lago in aperta campagna - ci accorgiamo della stima e della devozione di cui gode la famiglia di Shatrunjai da parte degli abitanti, i quali non esitano a mostrare vistosamente con inchini e benedizioni la propria riconoscenza per il benessere che il Mahal ha portato a Deogarh.
All’arrivo ci viene offerta la suite più esclusiva della residenza, la Sheesh Mahal, un vero trionfo di specchi, quadri d’epoca e atmosfere inimitabili; la sera uno spettacolo di danze e musiche locali sembra rievocare come d’incanto un passato ormai lontano.
Ma nel Rajastan ci sono molti altri luoghi magici come il Deogarh Mahal, in cui il tempo sembra essersi fermato, dimore dotate comunque di servizi e comodità modernissimi, come piscine e centri benessere, impianti sportivi ed opportunità di escursioni affascinanti.

UDAIPUR. Lake Palace Hotel
Tra le dimore più esclusive del Rajastan c’è sicuramente il Lake Palace Hotel di Udaipur, chiamata ‘la Venezia d’oriente’ o anche la ‘città bianca’ dal colore dominante delle sue abitazioni - posto al centro del lago Pichola. Si tratta indubbiamente di uno degli alberghi più belli e romantici dell'India.
E ancora, a Jodhpur, l’esclusivo hotel all'interno del palazzo Umaid Bhawan Palace che è - con la sua facciata di oltre 200 metri - la residenza privata più grande del mondo ed al tempo stesso un raffinato esempio di art-deco.
Jodhpur, ex capitale del Rajasthan fondata nel 1459, con le sue 100 torri e l’imponente Mehrangarh Fort, è chiamata ‘la città blu’ per il colore delle sue case.

JODHPUR. LA CITTA' BLU
A Khimsar, cittadina avamposto nel deserto del Thar, c’è, poi, l’omonimo forte, oggi convertito in un resort di ottimo livello. Il Khimsar Fort, una vera e propria oasi di pace, la cui costruzione fu iniziata nel 1523, dispone di 50 camere e di una ampia piscina circondata da frutteti e giardini ben curati.
Una tappa obbligata per il viaggiatore che voglia assaporare a pieno l’atmosfera esclusiva del Rajastan è Jaisalmer, nel cuore del deserto del Thar. Al tramonto i suoi edifici, i bastioni e le mura di arenaria gialla riflettono una luce dorata che gli ha fatto meritare il nome di ‘città d’oro’.

JAISALMER
Da non mancare il Sonar Kila, il forte dorato, costruito nel XII secolo, che sembra un’isola emergente dal mare di sabbia che lo circonda, accessibile da diverse porte. Un must la passeggiata per le strette viuzze medioevali del forte per osservare, oltre ai molti negozi di artigianato locale e di antichità, la vita della semplice ed espansiva gente del posto. Splendide poi le Haveli, palazzi riccamente decorati, costruiti nel medioevo da mercanti e nobili, arricchitisi con i traffici della via della seta.
A Jaisalmer si può pernottare a Fort Rajwada, hotel di lusso dall’architettura squisita, con le sue 65 camere e le 4 suite reali.
Ma probabilmente una delle residenze più esclusive del Paese resta il Rambagh Palace di Jaipur, la ‘città rosa’, oggi capitale del Rajasthan.

Il colore rosa che la contraddistingue risale al 1876, quando il Maharaja Man fece dipingere di rosa le case della città per celebrare la visita del futuro Re Edoardo VII.
Il Rambagh Palace dispone di 106 camere e 4 suite, di una spettacolare piscina e di un centro benessere di prestigio.
A Jaipur c’è l’Amber Fort, gigantesca struttura sita su una collina poco fuori città, raggiungibile con lo stesso mezzo di trasporto degli antichi Maharaja, vale a dire a dorso di elefante lungo una bella strada panoramica.
Splendido l’Hawa Mahal o “palazzo dei venti”, grande edificio con una straordinaria facciata in arenaria rosa costruito nel 1799 su cinque piani dal Maharaja Pratap Singh. La facciata è ornata da ben 953 nicchie, originariamente destinate alle nobildonne che, ben nascoste dietro le finestre, potevano assistere, senza essere viste, alla vita di Jaipur.

