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Tradizione da leader
Roberto Chilleri

Famiglia Damiani e Sophia Loren
Ritratto di famiglia con musa ispiratrice: Sophia Loren con Guido Damiani (a destra), amministratore delegato e presidente della Maison, la sorella Silvia, direttore immagine e comunicazione, e il fratello Giorgio, vicepresidente.

Nella storia delle grandi famiglie c’è un momento in cui la parola famiglia si rivela inadeguata e i media iniziano a parlare di dinastia. Come sta accadendo per i Damiani, gioiellieri a Valenza dal 1924 e detentori di 18 Diamonds International Award. Una dinastia che nella seconda metà degli anni ’90 ha visto salire presto alla ribalta la terza generazione, Silvia, Guido e Giorgio Damiani. I tre giovani fratelli hanno saputo sviluppare nel migliore dei modi il progetto del padre Damiano.

Sophia Loren per Damiani

Quanto l’azienda e la famiglia Damiani abbiano progredito su questa strada, lo testimoniano trenta boutique monomarca, che ora presidiano le vie dello chic-shopping di tutto il mondo, e le tante star che in questi anni hanno indossato i gioielli Damiani, come Isabella Rossellini, Milla Jovovich, Jennifer Aniston, Penelope Cruz, Sharon Stone, Gwyneth Paltrow e Sophia Loren. Per non dire di Brad Pitt, che ha addirittura co-disegnato una collezione, D-Side. E se tutto questo non bastasse, la società di Valenza ha in portafoglio più marchi di gioielleria, quali Salvini, Alfieri & St. John e Bliss, aggiudicandosi nella primavera di quest’anno anche il brand Calderoni, azienda fondata nel 1840 e che già un secolo fa aveva un negozio in Via Montenapoleone a Milano ed era fornitrice di diverse Case reali. Come ciliegina sulla torta, il Gruppo ha una partecipazione nella Pomellato, brand milanese della gioielleria di moda.

Dopo aver costituito uno dei maggiori poli della gioielleria mondiale, archiviato il 2005 con un lieve incremento di fatturato, accompagnato da una forte crescita dell’utile netto (salito a 13,7 milioni di euro) il gruppo guarda al futuro con rinnovate ambizioni: “Non vorrei sembrare presuntuoso, ma non posso fare a meno di notare che già prima dell’acquisizione di Calderoni il nostro gruppo offriva la gamma di gioielli più completa al mondo”, spiega il Presidente e Amministratore Delegato Guido Damiani, che aggiunge: “Non è un fatto casuale; avendo scelto di non vendere esclusivamente nei direct store e di avvalerci soprattutto dei concessionari, ci siamo organizzati in modo da offrire fino a quattro o cinque marchi a una stessa vetrina, coprendo tutto l’arco della domanda”.

manifesto gioielleria Calderoni

Una strategia che non sembra trovare paragoni nel mondo dei gioielli. Infatti, aggiunge Damiani, “non è troppo diversa da quella dei maggiori gruppi dell’orologeria, che si occupano di prodotto, marketing e pubblicità, le cose che sanno fare bene, coprendo diversi segmenti di mercato con un’offerta plurimarca e delegando, invece, a dettaglianti professionali la vendita al pubblico”. “Noi”, prosegue Damiani, “investiamo cifre da capogiro in ricerche di mercato, nello sviluppo del prodotto e nell’immagine, resa ancora più scintillante dalle boutique che si affacciano sulle strade più ricche del mondo, dalle sponsorizzazioni di eventi culturali e sportivi, dai testimonial. Al dettagliante non resta che condividere il nostro progetto”. Damiani ribadisce: “La nostra mission è crescere insieme ai concessionari, che sono i nostri veri partner. E il focus non è sulla quantità ma sulla qualità: è per questo motivo che ultimamente ci vediamo costretti a valutare la possibilità di aprire negozi diretti in quelle piazze ove il gioielliere locale non si dimostra in grado di vendere prodotti di gioielleria di marche prestigiose, non comprendendone le enormi potenzialità."

collezione Eden 2006

Il gruppo, leader italiano nel comparto del gioiello, ha inoltre implementato negli ultimi anni il processo di internazionalizzazione. Mantenendo il format della distribuzione mista – boutique monomarca e gioiellerie concessionarie –, ha aperto nuove filiali a New York, Lugano e Tokyo. Concentrando gli sforzi sul Giappone, dove ci sono già 45 dipendenti diretti, uno show room di 500 metri quadri, 3 negozi monomarca e diversi punti vendita in prestigiosi department store. “I prossimi negozi che apriremo, a Hong Kong e Macao, saranno il trampolino di lancio per il mercato cinese”, continua l’a.d., “ma a quel punto avremo già aperto anche una vetrina in Rodeo Drive a Beverly Hills”.

collezione Sophia Loren

Nel segno dell’internazionalizzazione va anche la scelta di una testimonial come Gwyneth Paltrow, che ha legato la propria immagine alla griffe italiana dall’inizio del 2005, e quella di dedicare a Sophia Loren una collezione di gioielli Damiani. E nel marzo scorso l’attrice italiana più famosa nel mondo ha voluto assolutamente essere presente al lancio della collezione che porta il suo nome. Accanto alle forme rotonde ma fortemente caratterizzate dei gioielli Sophia Loren, fra le novità Damiani troviamo la linea interamente maschile Blasoni: anelli, gemelli e ciondoli in parure in oro bianco, giallo e rosé dallo stile forte e deciso, perfetti per l’uomo contemporaneo, elegante e di classe. La collezione Blasoni è inoltre protagonista sullo scafo del Maxi Yacht Damiani Ourdream che, come lo scorso anno, sta partecipando alle più entusiasmanti regate del Mediterraneo.

collezione Blasoni

Proprio gli uomini sono al centro dell’attenzione, e possono finalmente concedersi il capriccio di un gioiello con diamanti Damiani, Salvini o Bliss. Nuovo anche l’impiego delle pietre di colore, piuttosto inconsuete per i brand Damiani e Salvini. Sempre abbinati a oro e diamanti, nella collezione Eden troviamo i granati, nei gioielli Salvini invece quarzi citrini e fumé, o acquemarine. Trasversale ai marchi è la calda tonalità dell’oro rosé, il colore cool per l’estate 2006, che scopriamo in tutte le nuove collezioni.

dalla rivista LUXURYfiles: A QUESTION OF STYLE